Ottobre 13, 2006
Ha scritto Gomorra: un libro-inchiesta sulla camorra, adesso Saviano rischia la vita
Posted by robertozar under Giornalismo, Riflessioni, SegnalazioniHo letto Gomorra quest’estate su consiglio di alcuni amici di Napoli (guarda caso). Il libro mi è piaciuto molto, a tratti una vera inchiesta giornalistica. Di quelle che oggi si leggono raramente sui giornali, purtroppo! Mentre lo leggevo pensavo: “secondo me questo ragazzo rischia la vita per questo libro”. Pochi mesi dopo, ecco cosa gli sta succedendo:
Le lettere minatorie. I messaggi trasversali dei boss. L’emarginazione. Per l’autore di ‘Gomorra’ il prefetto ora studia un piano di protezione. In edicola con l’Espresso di questa settimana. Qui il servizio di Sky Tg 24.Prima le lettere minatorie, le telefonate mute in piena notte, camerieri che dicono “Lei qui non è gradito”, o negozianti che con tono supplichevole sussurrano “Ma lei deve proprio continuare a comprare il pane qui…”. Poi il disprezzo delle autorità campane, anche le più importanti come il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino. Infine i messaggi diffusi dai familiari dei boss: i padrini latitanti, quelli più feroci che sanno come fare arrivare sulla stampa locale i loro umori. Quanto basta a far scattare l’allarme e a trasformare il caso letterario dell’anno in una questione di sicurezza. Adesso per Roberto Saviano, 28 anni, autore del libro-inchiesta sulla camorra insediato da cinque mesi nelle classifiche di vendita, e collaboratore de ‘L’espresso’, saranno decise nuove misure di protezione: il prefetto di Caserta ha aperto un procedimento formale, che dovrà essere valutato dal comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza.
Il casus belli che ha alzato il livello di guardia, paradossalmente, è stato l’articolo di un piccolo quotidiano, sempre fin troppo attento a cogliere i gesti delle famiglie casertane. In ballo ci sono pezzi da novanta come Michele Zagari e Antonio Iovine, inclusi nella lista dei super-ricercati, o il più celebre Sandokan, al secolo Francesco Schiavone. Hanno mal tollerato il successo di ‘Gomorra’, il volume edito da Mondadori che ha imposto i loro traffici all’attenzione dei mass media. Si sono infuriati per la sfida che Saviano ha portato nel loro feudo, in quella Casal di Principe che negli anni Novanta aveva il record mondiale di omicidi. Il 23 settembre, a conclusione di quattro giornate di mobilitazione anticamorra aperta dal ministro Clemente Mastella, il giovane scrittore si è presentato sul palco assieme a Fausto Bertinotti. Nella piazza principale, davanti a tanti che non chinano la testa, il presidente della Camera si è lanciato contro le “cosche che non danno nulla ma tolgono e compromettono il futuro”. Saviano invece ha chiamato i padrini per nome: “Iovine, Schiavone, Zagaria non valete nulla. Loro poggiano la loro potenza sulla vostra paura, se ne devono andare da questa terra”.
Il ‘Corriere di Caserta’ ha prontamente registrato sia le assenze dei parlamentari eletti in città, sia la presenza del cugino di Sandokan che “inchiodava al muro un signore con uno sguardo feroce e si faceva dire, uno a uno, chi applaudiva troppo forte alle parole sui figli di Schiavone”. Titolo: ‘Un cugino di Schiavone origlia. Davanti al bar si fa raccontare tutto quello che è stato detto in piazza. E su chi c’era’. La stessa testata definiva ’spregiudicato’ l’intervento dello scrittore e spiegava “che non tutti si sono lasciati impressionare dall’invettiva” di Saviano, descrivendo nei dettagli il dibattito su caldo e traffico che avveniva contemporaneamente nella sede dell’Udeur.
Potrebbero sembrare piccole beghe di campanile, ma a Casal di Principe non ci sono Pepponi mentre l’unico don Camillo è stato assassinato dai killer di camorra e - stando a una sentenza civile - diffamato dopo la morte proprio dal ‘Corriere di Caserta’. Si chiamava don Peppino Diana ed è dal suo dramma che nasce il titolo di ‘Gomorra’. Il libro edito da Mondadori ora marcia verso le 100 mila copie senza promozione, spinto dalla forza del tam tam dei lettori e dal lancio coraggioso della giuria che gli ha assegnato il premio Viareggio Repaci. Un risultato con pochi precedenti per l’opera prima di un autore giovanissimo, accolta dal consenso unanime della critica e che verrà stampata in Germania, Francia, Olanda, Gran Bretagna e Stati Uniti.
Il suo primo sponsor è stato Enzo Siciliano. A proposito di ‘Gomorra’, poco prima di morire disse: “Ricordiamoci che non è solo un bel libro; questo ragazzo rischia la vita”. Sembrava una frase a metà tra il complimento e l’esagerazione, era una profezia. Saviano è riuscito a dare nuova energia a un genere che in Italia pareva dimenticato da quasi 15 anni, da quando opere come quelle di Corrado Stajano vennero sepolte da una slavina di instant book di ispirazione giudiziaria. ‘Gomorra’ invece ha il rigore di un saggio, l’anima di un romanzo e il ritmo del reportage reso più incisivo dal lessico che fonde dialetto e neologismo: è un tuffo nel vissuto della camorra, raccolto in prima persona e non attraverso il filtro dei rapporti di polizia. Saviano può vedere e può capire, perché è nato lì: in quel libro c’è la sua vita, il cuore della sua generazione costretta spesso a scegliere tra il crimine o l’emigrazione. E per quel libro ha già pagato un prezzo personale molto alto: i genitori gli hanno tolto il saluto, il fratello è stato costretto a trasferirsi al nord. (continua)
Ottobre 13, 2006 at 1:54 pm
leggi qui (magari interessa)
Ottobre 13, 2006 at 2:19 pm
Grazie Giorgio, lo farò.
A presto
Gennaio 21, 2008 at 4:29 pm
kiamate il 899876540 e inserite quando ve lo kiede la voce 02107681…. funziona lo giuro, ed è pure gratis… xD
Gennaio 21, 2008 at 4:30 pm
kiamate il 899876540 e inserite quando ve lo kiede la voce 02107681…. funziona lo giuro, ed è pure gratis… xD
Maggio 31, 2008 at 10:57 am
è bella la camorra
Maggio 31, 2008 at 10:58 am
siete ridicoli
Giugno 1, 2008 at 3:34 pm
gomorra e il libro piu bello ke ho letto ke parla della merda ke c’e in campania(camorra)roberto saviano e un mito
Giugno 11, 2008 at 8:44 pm
tutto questo gia si sapeva nel libro nn ce scritto niente di nuovo tranne la realta che i napoletani affrontano ogni giorno e di cui tutto il mondo e a conoscenza