Capita di vivere giornate che definire strane è un eufemismo. Questa mattina (sveglia alle 7.30) è iniziata come tante altre: scrivendo per il tg/gr alcuni articoli e attività simili. Per la cronaca, tiene banco in questi giorni la presunta combine tra Ternana e Manfredonia in serie C1 e anche di questo mi sono occupato. Nulla di strano, normale routine. Magari cambia il settore o l’argomento ma il lavoro no. Raccontare e spiegare fatti e notizie in un audio di circa 50 secondi sperando di essere chiari. Altrimenti significa che qualcosa non va.
Cmq, non è questo il punto. Verso le 11 mi telefona mia madre: “Ho parcheggiato con una ruota sul marciapiedi, la polizia municipale mi ha multata e mi ha tolto cinque punti sulla patente”. E io: “Ma come ca…”.
Fermo restando che farsi togliere punti sulla patente sembra essere un’abitudine di famiglia (io sono a -10 e sono in testa a questa speciale classifica “casalinga”), credo che quel soggetto di un vigile sia stato fin troppo severo. Sarà perché il comune di Foggia è in deficit? O forse perché fare una multa ad una donna che ha mille cose a cui pensare e va di fretta sempre e comunque è meno problematico? Fate voi…Intanto mia sorella Daniela riceve la tanto attesa telefonata: ha passato anche il terzo colloquio, il lavoro è vicino. Tra un po’ potrò essere più specifico.
Nel pomeriggio, l’amico e collega Francesco (soprannominato “picchiatello”) mi chiama allarmato. Un po’ come mia madre qualche ora prima. Il motivo?
No, la sua patente è ok e poi lui non appartiene alla famiglia.
Il suo problema è che l’Università di Foggia gli ha smarrito il documento riepilogativo degli esami sostenuti. Lui era andato in amministrazione per chiederne una copia (ha sostenuto 22 esami ed è passato al nuovo ordinamento, a breve si dovrebbe laureare) e gli hanno riposto picche. “Non c’è nulla che la riguardi agli atti” gli hanno detto. Non vi dico come era incazzato…giustamente!
Ha anche minacciato di sdraiarsi dinanzi all’ufficio del rettore per un sit-in di protesta. Conoscendolo, non è da escludere che lo faccia. Staremo a vedere come e se risolverà.
Domani è un altro giorno. Che sia ancora più bizzarro?
Tutto può essere, ormai io non mi stupisco più di nulla. Ma proprio di nulla.