Scrivono, commentano, linkano. I leader di Città 2.0 animano la community di Repubblica Bari. Ognuno ha il suo argomento preferito: una passione da raccontare e da condividere in perfetto stile web 2.0. Interazione e partecipazione crescono mentre Città 2.0 festeggia i primi cento giorni di vita e di attività. “Attraverso i blog anche le istituzioni possono riflettere sulle aspettative e sui problemi dei cittadini. Quando ho tempo, mi piace leggerli per confrontarmi con l’opinione pubblica. Anche per questo Città 2.0 è un esperimento riuscito”.

Anche il sindaco-blogger Michele Emiliano, che recentemente ha aperto un proprio canale sia su Facebook che su YouTube, ribadisce l’importanza di questi nuovi strumenti che, come sostiene il Centro studi nuovi media dell’Università di Foggia in una recente ricerca, “creano una nuova coscienza civile e sociale. Il web è uno strumento di partecipazione e di interazione che riesce anche a stimolare un interesse critico per le questioni di natura politica e sociale in primis”. Leggi il seguito di questo post »

Cresce AgoraVox Italia superando, in cinque mesi, il tetto dei 100.000 contatti unici mensili. Il giornale online, nato in Francia quattro anni fa, ideato da Carlo Revelli e diretto da Francesco Piccinini, si sta affermando sempre più come una solida realtà, dando sostanza al progetto di sperimentare anche in Italia delle forme di giornalismo partecipativo che in altri paesi sono già piuttosto avanti.

Da settembre, AgoraVox Italia è a tutti gli effetti una nuova fonte di informazione che si affianca ai media tradizionali. Una fonte che cerca di dare una visione alternativa, dal basso, ai fatti di cronaca, e che, grazie ai suoi reporter da tutta Italia (e non solo), è riuscita a far filtrare quasi 4000 notizie (nelle loro diverse declinazioni: articoli, foto, video, audio) alternative al mainstream. Leggi il seguito di questo post »

Preferisce farsi chiamare «detective informatico», studioso di bufale online, non gli piace la definizione di esperto, scrive sul suo blog Il Disinformatico. Per Paolo Attivissimo, giornalista informatico che vive in Svizzera, è necessario «educare» all’utilizzo di internet.

I blog non piacciono a tutti, c’è chi critica il tipo di informazione che fanno. «Hanno cambiato veste. Il blog all’inizio era nato come diario personale, intimistico. Poi si è capito che poteva diventare anche uno strumento per fare giornalismo.

È il caso per esempio di Salam Pax, il blog che sotto le bombe di Bagdad diventò uno strumento incredibile anche per la stampa. Alcuni scrittori che non hanno un editore o una redazione possono permettersi con poche competenze informatiche di autopubblicarsi.

A volte, però, il blog trascende la deontologia professionale e capisco l’allarme di chi grida alla disinformazione. Però internet è fatto così, l’idea di metterlo sotto controllo è impossibile. Non si può censurarlo, imbrigliarlo, occorre dunque fare opera di prevenzione».

Che cosa significa?
«Significa educare l’utente di internet a capire che il blog non è sempre garanzia di affidabilità. Mediamente nelle redazioni dei giornali c’è un controllo sulla qualità. Occorre spiegare che non tutto quello che si legge su internet è vero e che circolano anche molte bufale». 

Alle giovani generazioni o a quelle prima, meno abituate a internet?
«I giovani cominciano a essere più neutrali. Per le mie figlie di undici anni internet fa parte delle infrastrutture quotidiane come la televisione e il computer. Non è più una meraviglia. Eppure i giovani sono più a rischio di nuove manipolazioni: preferiscono la controinformazione a un giornale tradizionale, un blog a un quotidiano: non devono spendere e con un taglia e incolla condividono l’informazione con gli amici. Inoltre, percepiscono la notizia su internet meno condizionata perché non c’è un editore e chi scrive lo fa per hobby, pensano, quindi è più obiettivo. Ecco l’inganno». Leggi il seguito di questo post »

“Ci sentiamo davvero protagonisti. Gestire i blog di Città 2.0 ci consente di scrivere di argomenti che ci appassionano e soprattutto ci permette di entrare in relazione con chi legge e posta commenti. E poi scrivere su un blog ospitato dal sito di Repubblica Bari è davvero stimolante”.

La community di Città 2.0 cresce di giorno in giorno. Archiviati i primi due mesi, la fine del 2008 rappresenta il momento migliore per tracciare un primo bilancio. I numeri parlano chiaro: il sito bari.repubblica.it sia ad ottobre che a novembre ha sfiorato il milione di pagine viste. Una maggiore interazione con i lettori e i continui aggiornamenti della sezione news gli elementi che hanno decretato la crescita.

Oltre ovviamente a Città 2.0 che assume sempre di più le caratteristiche di un vero e proprio social network in cui la parola d´ordine è condividere. Sedici blog divisi in tre sezioni: quartieri, passioni e società. Centinaia di post e decine e decine di commenti che alimentano i vari forum.

“L´altro giorno ho notato con grande soddisfazione che su Facebook era stato linkato un post su Umberto Giordano inserito sul mio blog con i vari commenti degli utenti” racconta Valeria Nanni, storica dell´arte che cura il blog “Arte e artisti”. I forum possono anche raccontare “una Puglia inedita, lontanissima da quella conosciuta dei documentari, delle cartoline e degli itinerari turistici ufficiali, inflazionati e banalizzati dai media” come scrive Paola Borracci nella recensione del libro “Puglia fuori strada”. Leggi il seguito di questo post »

Facebook, è boom in Puglia

dicembre 19, 2008

Tu ci sei su Facebook? Ormai la domanda è sempre più ricorrente tra amici e colleghi. In Puglia, il numero dei pugliesi iscritti al popolare social network fondato nel 2004 da Mark Zuckerberg, cresce nell´ordine di qualche decina di nuovi profili al giorno. Circa centomila i pugliesi caduti nella rete di Facebook.

Uno strumento utile anche per recuperare un rapporto che sembrava perso con un amico conosciuto al mare qualche anno prima o con l´ex vicino di casa che adesso vive in un´altra città. C´è chi è riuscito anche a ritrovarsi con l´intera classe delle scuole elementari, come è accaduto agli ex alunni dell´istituto “Maria Regina” di Foggia da cui è nato un gruppo con 230 iscritti in totale.

Nella peggiore delle ipotesi può anche capitare di scoprire, saltando da una bacheca all´altra, di essere stati traditi dal proprio partner. L´amore ai tempi di Facebook significa anche questo. Ma non solo.

“Pugliesi nel mondo” è il gruppo che mira a creare una rete di contatti e relazioni tra pugliesi doc che vivono in varie parti del globo e operano in diversi settori professionali. Il gruppo nasce dall´omonima rivista che raccoglie, in particolare, informazioni sulle attività dell´assessorato regionale ai Flussi migratori e sull´operato delle associazioni pugliesi. Leggi il seguito di questo post »

Mongiello

Eugenio Scalfari, fondatore del quotidiano la Repubblica e padre nobile del giornalismo italiano, sarà ad Almese lunedì 15 dicembre per presentare il libro Gidibi. Giulio De Benedetti, il potere e il fascino del giornalismo di Alberto Papuzzi e Annalisa Magone edito da Donzelli.

L’incontro, organizzato dal Comune e dal Centro di studi sul giornalismo Gino Pestelli in collaborazione col Premio letterario Giorgio Calcagno e la Fondazione Magnetto, si terrà alle ore 17 nell’auditorium Mario Magnetto. Oltre Scalfari, vi parteciperanno gli autori, i giornalisti Alberto Sinigaglia de La StampaSalvatore Tropea de la Repubblica e Sergio Miravalle, presidente dell’Ordine dei giornalisti del Piemonte.

Sarà l’occasione per una riflessione sulla figura di De Benedetti, direttore de La Stampa dal 1948 al 1968 che, secondo Papuzzi e Magone, ha inventato un modello italiano di giornalismo, ancora attuale, basato su un mix di cultura alta e informazione popolare. Autoritario, narcisista, impietoso, indipendente, dotato di un fiuto finissimo per la notizia, De Benedetti realizza il quotidiano che, anche secondo il Times, meglio di qualsiasi altro ha saputo raccontare l’Italia del dopoguerra, del miracolo e della modernità. 

A lui si deve, nel secondo dopoguerra, il rilancio del quotidiano torinese, all’insegna di un’idea popolare dell’informazione. Questo carattere, ricordano gli autori del libro, fa si che La Stampa diretta da De Benedetti sia caratterizzata dal primato della cronaca nera e giudiziaria rispetto alla cronaca politica. Grande l’attenzione alle storie personali, che trova una sintesi nella rubrica Specchio dei tempi, inventata dal direttore è inserita per la prima volta nel 1955.

Eugenio Scalfari, che di De Benedetti è stato genero, avendone sposato la figlia Simonetta ha, come il direttore de La Stampa, portato una ventata di aria nuova nel giornalismo italiano con la fondazione di Repubblica nel 1976. La sua sarà una testimonianza umana e professionale anche se, professionalmente, i loro rapporti sono stati marginali, e sarà inevitabile un confronto col presente storico, politico e giornalistico.

«La presenza di Eugenio Scalfari ad Almese è significativa – dice il sindaco Bruno Gonella – perché giunge dopo il conferimento, a maggio di quest’anno, del Premio Calcagno a un altro grande maestro del giornalismo, Arrigo Levi. Lo ringraziamo per aver accettato il nostro invito e siamo certi che il suo intervento rappresenterà un’altra grande lezione di professionalità e impegno civile».

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