Morire in vacanza

luglio 15, 2008

Flavio Bertolini scrive questa lettera all’Espresso. Condivido tutto quello che c’è scritto, quindi la riporto anche su questo blog:

Morire in vacanza alla ricerca del divertimento a tutti i costi rappresenta lo specchio dei tempi. Quello che è successo alla povera Federica è drammatico, ma poteva essere evitato. Non si può lasciare tutta la colpa al destino. Invece si tratta di riflettere sui valori e sulla piega che questa società del benessere ha preso.

Perchè si devono seguire le mode a tutti i costi? C’è quasi una frenesia diffusa nel dover divertirsi sballandosi, ubriacandosi e tirando l’alba, perchè questo è il modo di passare l’estate piu condiviso dal pensiero dominante della società dei consumi. Da vivere nell’immediatezza, senza riflettere, seguendo il popolo della notte come delle pecore in un gregge variopinto. L’esigenza di scaricare le frustrazioni accumulate può dare una spiegazione a queste scelte di comportamento, anche se ritengo che molto sia dovuto all’imitazione insulsa di comportamenti pubblicizzati e imposti dalla moda del momento. L’individuo diventa “vivo” nel momento in cui si conforma a questo enorme orgasmo collettivo della festa no limits. Altrimenti sei out. E le vittime spesso, sono proprio personalità deboli, spesso piccoli figli di papà, che foraggiati dai soldi familiari si dilettano a passare il loro tempo di vacanza in questo modo che loro ritengono tanto “in”. Poveri illusi. Una volta privi della protezione familiare e amicale, diventano vittime di personaggi smaliziati, senza scrupoli, privi di codice etico, che, complice anche l’alcool e la droga, non rispondono piu delle loro azioni.

Ma a questo non ci si può pensare prima? Perchè bisogna andare fino a LLoret de mar, per rimbeccillirsi tutta la notte? Non c’è qualcosa di meglio da fare forse? E’ il segno che una parte delle nuove generazioni ha dimenticato concetti come sacrificio, progettualità, impegno, voglia di lottare per un ideale, e si è lasciata sedurre da un mondo inutile creato per vendere alcolici, droga e diffondere comportamenti poco salutari. Il risultato è che prima o poi qualcuno ci lascia le penne, come è successo alla povera Federica…
E’ tempo di cambiare rotta.

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