“Giulio De Benedetti, il potere e il fascino del giornalismo”

dicembre 13, 2008

Eugenio Scalfari, fondatore del quotidiano la Repubblica e padre nobile del giornalismo italiano, sarà ad Almese lunedì 15 dicembre per presentare il libro Gidibi. Giulio De Benedetti, il potere e il fascino del giornalismo di Alberto Papuzzi e Annalisa Magone edito da Donzelli.

L’incontro, organizzato dal Comune e dal Centro di studi sul giornalismo Gino Pestelli in collaborazione col Premio letterario Giorgio Calcagno e la Fondazione Magnetto, si terrà alle ore 17 nell’auditorium Mario Magnetto. Oltre Scalfari, vi parteciperanno gli autori, i giornalisti Alberto Sinigaglia de La StampaSalvatore Tropea de la Repubblica e Sergio Miravalle, presidente dell’Ordine dei giornalisti del Piemonte.

Sarà l’occasione per una riflessione sulla figura di De Benedetti, direttore de La Stampa dal 1948 al 1968 che, secondo Papuzzi e Magone, ha inventato un modello italiano di giornalismo, ancora attuale, basato su un mix di cultura alta e informazione popolare. Autoritario, narcisista, impietoso, indipendente, dotato di un fiuto finissimo per la notizia, De Benedetti realizza il quotidiano che, anche secondo il Times, meglio di qualsiasi altro ha saputo raccontare l’Italia del dopoguerra, del miracolo e della modernità. 

A lui si deve, nel secondo dopoguerra, il rilancio del quotidiano torinese, all’insegna di un’idea popolare dell’informazione. Questo carattere, ricordano gli autori del libro, fa si che La Stampa diretta da De Benedetti sia caratterizzata dal primato della cronaca nera e giudiziaria rispetto alla cronaca politica. Grande l’attenzione alle storie personali, che trova una sintesi nella rubrica Specchio dei tempi, inventata dal direttore è inserita per la prima volta nel 1955.

Eugenio Scalfari, che di De Benedetti è stato genero, avendone sposato la figlia Simonetta ha, come il direttore de La Stampa, portato una ventata di aria nuova nel giornalismo italiano con la fondazione di Repubblica nel 1976. La sua sarà una testimonianza umana e professionale anche se, professionalmente, i loro rapporti sono stati marginali, e sarà inevitabile un confronto col presente storico, politico e giornalistico.

«La presenza di Eugenio Scalfari ad Almese è significativa – dice il sindaco Bruno Gonella – perché giunge dopo il conferimento, a maggio di quest’anno, del Premio Calcagno a un altro grande maestro del giornalismo, Arrigo Levi. Lo ringraziamo per aver accettato il nostro invito e siamo certi che il suo intervento rappresenterà un’altra grande lezione di professionalità e impegno civile».

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